Rifiuti, l'ora della verità Il 31 finisce l´emergenza: gestione alle Province
di Conchita Sannino
Il conto alla rovescia comincia oggi a Palazzo Salerno. E dovrà chiudersi entro Capodanno. Col 2010, i rifiuti della Campania smettono di essere un affare di Stato e, dopo sedici anni, tornano alla gestione degli enti locali. L´obiettivo "ciclo completo" deve vedersela, però, ancora con le 7mila tonnellate prodotte in regione ogni giorno e con un buco nero di almeno 400 milioni di euro. Due i rischi che incombono: il caos e il rifiorire delle proteste. Riusciranno nell´impresa Regione e Province?
Dopo il disastro e la crisi, è il momento della sfida. È serrata l´agenda che Roma detta agli enti locali, destinati a subentrare dal primo gennaio al sottosegretario Guido Bertolaso, nel ritorno alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti.
Napoli, in particolare, dovrà vedersela con i suoi impianti che non hanno capacità illimitate di accoglienza e con il suo contenuto target di raccolta differenziata. Ma la Provincia guidata da Luigi Cesaro spera nella carta vincente e punta sul prefetto Corrado Catenacci come "esperto" da nominare a capo della neonata società - costituita quasi in extremis - per assumere la responsabilità del servizio. Ma Catenacci, l´ex commissario di ferro comparso sulla scena pubblica nella nera emergenza del 2004, poi indagato e anche prosciolto in alcune inchieste, per ora non conferma e non smentisce: «Non posso dire proprio nulla, non ho ricevuto nessuna investitura dalla Provincia. Una rivalsa dopo tutto quello che ho passato? Aspettiamo a dirlo. Ripeto, devo capire di cosa si tratta». Ecco cosa cambia, da stamane, nel passaggio di consegne.
L´incognita caos ed elezioni. Il decreto del Consiglio dei ministri fissa il termine dell´emergenza al 31 dicembre. Approvato a Palazzo Chigi il 17 dicembre, non è stato ancora firmato dal Capo dello Stato, quindi entrerà in vigore solo nei prossimi giorni. Quell´atto restituisce alle Province e alla Regione il diritto e il dovere di riprendersi la gestione del ciclo rifiuti. In due parole: amministrazione ordinaria. Pazienza se, alla vigilia delle elezioni regionali di marzo, c´era chi sperava in una proroga di almeno sei mesi che tenesse gli schieramenti locali al riparo da promesse e condizionamenti legati alla questione rifiuti.
Le cinque società. Numerose le tappe da segnare in poco tempo. Cinque società dovevano essere costituite ex novo, già da tempo: una per ogni Provincia campana. Gli assessori e gli esperti che, per ciascuna società, si occuperanno del ciclo integrato dovranno essere formati ed istruiti alla manutenzione e gestione di stabilimenti, discariche, cave. A loro fianco, a partire già da oggi, vi saranno i tecnici dell´esercito impegnati ormai da due anni nel settore del ciclo integrato e che continueranno a prestare servizio nella struttura-ponte di Palazzo Salerno. Riunione no-stop. Proprio a Palazzo Salerno, stamane, comincia la lunga riunione no stop tra i rispettivi assessori all´Ambiente delle Province campane (prima Avellino, Benevento e Salerno; nel pomeriggio toccherà a Caserta e Napoli) ed i tecnici della struttura, coordinati dal generale dell´esercito Mario Morelli. Non potrà parteciparvi il sottosegretario Bertolaso (impegnato a Canazei ai funerali dei quattro membri del Soccorso alpino). Sottolinea il generale Morelli: «Ci siamo ridotti all´ultimo minuto, anche se il decreto che prevede lo scioglimento dell´emergenza era pronto da settembre. Noi come struttura-ponte siamo naturalmente pronti ad offrire supporto. Ma le Province sappiano che dal primo gennaio tutto deve gradualmente ricadere sotto la loro responsabilità».
Le due unità di supervisione. Si considera decaduta la fase della vera e propria emergenza ma restano in piedi, dal primo gennaio 2010 e fino al gennaio 2011, due unità operative che fanno capo alla Protezione civile. Una si occuperà di portare a termine i lavori in corso nelle discariche e delle cave, a Terzigno, a Chiaiano o presso alcuni Stir (Stabilimenti di tritovagliatura) e sarà coordinata dal generale Sandro Mariantoni. L´altra è l´unità stralcio che si occuperà di chiudere i conti, su cui gravano debiti pesantissimi. Solo 330 milioni sono i fondi scoperti che si dovrebbero intascare dai Comuni campani, "rei" di non aver versato le pur altissime aliquote della Tarsu. A guidare questa unità ci sarà il professore Vincenzo Gagliani Caputo, considerato uno dei maggiori esperti di queste intricate matasse istituzionali-contabili.
Il recupero di Cesaro. Per gli enti locali, si tratta comunque di una strada tutta in salita. E non da tutti preparata per tempo. Mentre le Province di Avellino e Benevento, ad esempio, hanno già costituito le società provinciali che dovranno occuparsi di smaltimento, gestione del ciclo e manutenzione degli impianti, la Provincia di Napoli ha recuperato ieri sera con un doppio colpo: da un lato costituendo la società Sap.na (Servizi ambientali Provincia di Napoli, spa), capitale iniziale di 500 mila euro; dall´altro, cercando di coinvolgere l´ex commissario Catenacci, il prefetto in pensione che ebbe il merito di rescindere il contratto con il gruppo Impregilo, dopo aver capito che le balle confezionate dai loro stabilimenti non erano quelle previste nel contratto.
I crediti. Entro sessanta giorni dalla data della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, aziende e imprese che vantano crediti nei confronti del Commissariato e poi del Sottosegretariato, dovranno consegnare «documentazione completa» di quanto richiedono. Si tratta di pratiche da rifondare perché, come racconta qualcuno della vecchia struttura, «sono sparite le carte e i fascicoli di aziende, ditte e Comuni che chiedevano di essere pagati in virtù di pregresse commesse».
I comuni da scogliere. Per finire, ci sono i conti tecnico-istituzionali che arriveranno al pettine. Nelle prossime ore sarà, infatti, il ministro dell´Interno Roberto Maroni a pronunciarsi definitivamente sull´eventuale scioglimento di quei nove Comuni per i quali il sottosegretario Guido Bertolaso aveva chiesto la rimozione del sindaco, dopo numerose diffide relative ad un inadeguato smaltimento dei rifiuti (di tratta di Aversa, Casal di Principe, Casaluce, Maddaloni, San Marcellino, Trentola Ducenta, Castel Volturno, Giugliano, quasi tutti guidati da giunte di centrodestra). L´orientamento deciso al Viminale è che si terranno fuori solo quei primi cittadini eletti da pochi mesi alla guida di Comuni considerati inefficienti, e «sordi alle diffide».
il punto che più mi preoccupa in quello che hai scritto è il riferimento alle elezioni regionali perchè ci sarà il solito tiro a segno sulle responsabilità di questo e di quello, le solite accuse, il solito scarica barile, le solite promesse, insomma il solito schifo....e noi i soliti a subire tutto! ALLA PARTE NON MI PRESTO DEL POVERO CRISTO E PERCHE' MAI TU L'HAI DATA A ME? del resto io (e molti come me) mi sento la coscienza a posto per quel che riguarda il mio dovere di cittadina: facevo la raccolta differenziata già prima dell'emergenza rifiuti e continuo a farla adesso con tutto il carico di disagi che ciò comporta (tipo tenermi in casa l'organico per due giorni aspettando quello giusto per la raccolta porta a porta...anche d'estate!) pago una bolletta salatissima e mi sento pure soddisfatta di me. con la questione dei comuni da scioglere sai che casino? mi vengono i brividi.....quasi quasi mi trasferisco in svizzera!
Quello che ho scritto l'ho letto copiato e incollato, ma non scritto. hehehhe Anche noi abbiamo sempre fatto la raccolta differenziata. ricordo la macchina da piccolo piena di bottiglie di plastica e vetro quando andavamo in montagna perchè solo lì c'erano i bidoni per la differenziata. E quando ti ricordi quanto impegno metteva tua madre in questo puoi mai buttare tutto in un' unica pattumiera?
Inserito da amatolamberti il 30 Dicembre, 2009 - 10:01
amatolamberti la raccolta differenziata ha un senso se le frazioni differenziate (vetro, carta, cartone, plastica, alluminio, banda stagnata, oltre all'organico) prendono la strada del recupero e della riutilizzazione per fare nuovi oggetti. Se invece come avviene in Campania prendono solo la strada dello stoccaggio in quelle che poi diventeranno discariche monomateriale il discorso è diverso. Prendete il treno, fate il tratto Napoli-Salerno e divertitevi a contare le discariche di materiali vetrosi. Il fatto è che per riutilizzare le frazioni differenziate occorrono impianti specializzati, come quello che dalle bottiglie di plastica ricava un granulato per fare filati. Siccome gli impianti sono pochi in tutta Italia non c'è grande mercato. Se i nostri politici avessero un pò di testa, oltre che le ben note mani rapaci, avrebbero favorito investimenti industriali di privati nel recupero e nel riutilizzo.
Provo sempre un po'di paura quando gli enti locali campani devono gestirsi da sé, o tornano a doversi gestire da sé... in un territorio dove le cose funzionano normalmente, il principio mi sembra giusto. Ma soprattutto dopo la serie di scandali regionali, mi farebbe piacere sapere che siamo monitorati (leggete tutelati) da un organo centrale. Almeno questa è la mia opinione...
il punto che più mi
del resto io (e molti come me) mi sento la coscienza a posto per quel che riguarda il mio dovere di cittadina: facevo la raccolta differenziata già prima dell'emergenza rifiuti e continuo a farla adesso con tutto il carico di disagi che ciò comporta (tipo tenermi in casa l'organico per due giorni aspettando quello giusto per la raccolta porta a porta...anche d'estate!) pago una bolletta salatissima e mi sento pure soddisfatta di me.
con la questione dei comuni da scioglere sai che casino?
mi vengono i brividi.....quasi quasi mi trasferisco in svizzera!
Quello che ho scritto l'ho
la raccolta differenziata
la raccolta differenziata ha un senso se le frazioni differenziate (vetro, carta, cartone, plastica, alluminio, banda stagnata, oltre all'organico) prendono la strada del recupero e della riutilizzazione per fare nuovi oggetti. Se invece come avviene in Campania prendono solo la strada dello stoccaggio in quelle che poi diventeranno discariche monomateriale il discorso è diverso. Prendete il treno, fate il tratto Napoli-Salerno e divertitevi a contare le discariche di materiali vetrosi. Il fatto è che per riutilizzare le frazioni differenziate occorrono impianti specializzati, come quello che dalle bottiglie di plastica ricava un granulato per fare filati. Siccome gli impianti sono pochi in tutta Italia non c'è grande mercato. Se i nostri politici avessero un pò di testa, oltre che le ben note mani rapaci, avrebbero favorito investimenti industriali di privati nel recupero e nel riutilizzo.
Noi continuamo a comportarci
Sarà finita?
Provo sempre un po'di paura quando gli enti locali campani devono gestirsi da sé, o tornano a doversi gestire da sé... in un territorio dove le cose funzionano normalmente, il principio mi sembra giusto. Ma soprattutto dopo la serie di scandali regionali, mi farebbe piacere sapere che siamo monitorati (leggete tutelati) da un organo centrale. Almeno questa è la mia opinione...
Io sono per una soluzione