Terme Romane nelle cantine di Via Tribunali

Via San Nicola dei Caserti, palazzo ad angolo con via Tribunali, cuore di Napoli. Lungo la strada, le case del popolo, sempre più abitate da stranieri, con gli androni rigonfi di odori intensi d’aglio e spezie. Sotto la strada, quattro metri più giù, i resti delle terme romane. La scoperta è avvenuta per caso quando un gruppo di speleologi e vigili s’è infilato in una cavità al di sotto di un palazzo, per una verifica su possibili infiltrazioni in un cantinato. Accesso protetto, da sempre, da una grata in un angolo dell’androne. Era chiusa da troppo tempo, non voleva saperne di cedere.
Per scardinarla c’è voluto un piede di porco, ma alla fine s’è aperta e ha mostrato una scaletta piccola e malmessa che scivolava per quattro metri nel buio delle viscere della strada.
Quando gli speleologi e i vigili sono arrivati all’ultimo gradino, hanno illuminato il pavimento con le torce e hanno avuto un sussulto. Sotto ai loro piedi s’è materializzato il pavimento originale, in pietra nera lavica, dell’antica Roma. Il sopralluogo ha preso, così, una svolta diversa dal previsto. Gli speleologi della «Macchina del Tempo», guidati dal fondatore Luca Cuttitta, con l’ausilio dell’archeologa Ivana Guidone si sono addentrati nella cavità scoprendo, dietro a ogni angolo, un piccolo tesoro d’archeologia. Il tenente Filomena Vicario, della polizia municipale, ha informato il comando della novità: è lei a occuparsi dei sopralluoghi che si svolgono nel centro storico, a cavallo delle unità operativa San Lorenzo e Avvocata comandate dai tenenti Alfredo Marraffino e Franco Brunner.
E mentre in superficie cominciava a spargersi la voce del nuovo ritrovamento, nel buio della cavità sotterranea continuava, con intensità, il lavoro di esplorazione. La zona si trova esattamente al centro tra due precedenti ritrovamenti: una domus romana che è stata scoperta nelle cantine del primo palazzo di via Tribunali, e una porzione di terme che è stata rilevata dopo l’incrocio con vico della Pace. Naturalmente una identificazione precisa del luogo (terme o domus) arriverà dopo i rilievi specifici e gli studi da parte degli esperti. Al primo impatto, però, speleologi e archeologi, hanno pensato immediatamente a una porzione delle antiche terme.
Gli ambienti che sono stati riscoperti ieri mattina rappresentano solo una piccola area di uno spazio molto più ampio, che si intuisce dagli accessi bloccati con mattoni, probabilmente per separare la proprietà da quella dei confinanti. Si compone di una stanza di piccole dimensioni, alla quale si accede dalla scaletta, sulla quale, tramite archi, affacciano tre diversi ambienti. L’arco sulla destra è stato murato, alle spalle si intravede un altro grande ambiente che è completamente sommerso da residui edili.
Secondo gli anziani della zona proprio quel varco conduceva a una fitta rete di cunicoli che correva sotto al decumano per centinaia di metri. Una esplorazione di quella zona però, attualmente, è impossibile. Gli altri due ambienti sono di media grandezza, opus reticulatum nettamente leggibile sulle pareti, e resti di vasche che potrebbero essere servite per usi termali. Da una delle due grandi stanze si accede a un altro piccolo ambiente dentro al quale sono stati ritrovati i reperti più interessanti. Si tratta di grossi blocchi di stucco, al centro dei quali sono ancora perfettamente riconoscibili i piccolissimi canali che venivano utilizzati per far arrivare nelle stanze delle terme l’aria (o l’acqua) bollente.
Al sopralluogo ha preso parte, nel finale, anche l’amministratore del condominio che si trova sopra ai resti romani, Barak Abdulhy: era preoccupato che sotto allo stabile ci fossero infiltrazioni o dissesti. Invece ha scoperto che lì sotto è tutto estremamente solido, e soprattutto che la cantina del palazzo nasconde un tesoro antico e dimenticato. (Fonte www.ilmattino.it )


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Una città piena di sorprese...

Speriamo che prima o poi verrà aperta al pubblico...

Una citta' fantastica

Speriamo che si riesca a mostrare ai cittadini questa ennesima meraviglia che rinasce dal passato, speriamo che i nostri antenati insegnino qualcosa a chi ogni giorno sporca e disonora una citta' cosi' meravigliosa.
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