Libertà di dissentire ...

La libertà non sta nello "scegliere" tra bianco e nero. Ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta [Thedor Ludwig Wiesengrund Adorno] (by Genius)
 

Rifiuto o restituzione con verbalizzazione delle schede:
riferimenti normativi e prime indicazioni
 
ISTRUZIONI PER L’ELETTORE
1) andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare
la scheda

2) NON TOCCARE LA SCHEDA

(se si tocca la scheda viene contata come nulla e
quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (dopo vidimata), dicendo:

'rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!'

3) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
4) esercitare,se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un
commento che giustifichi il rifiuto
(ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo:
'nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta' – oppure: ‘perché nessun
partito ha nel suo programma il ripristino della sovranità monetaria costituzionale’)
(d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104, già citato)

così facendo non voterete, ed eviterete che il voto,nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito

con più voti.

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Come sotto ricordato, il segretario di sezione è obbligato a verbalizzare qualsiasi reclamo provenga dagli elettori.
Benché forti di questa norma, evitare in ogni caso di passare dalla ragione al torto ed
incorrere nelle sanzioni previste per chi turba il regolare svolgimento delle operazioni di
voto.
Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non
verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto, evitare di farsi
coinvolgere in accese ed inutili discussioni.
 
Rivolgersi invece alla forza pubblicaper
richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per
notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44
comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).
 
ISTRUZIONI PER IL PRESIDENTE DI SEGGIO
Da più parti arriva la richiesta di un riscontro di legge puntuale circa la possibilità di non
ritirare o restituire le schede elettorali, con conseguente verbalizzazione dei motivi del
rifiuto o della restituzione.
Il dubbio, è che in assenza di una previsione normativa chiara i Presidenti di seggio
potrebbero facilmente mettere in difficoltà chi volesse portare avanti questo tipo
d'iniziativa.
Di fronte ad una simile difficoltà si potrebbe agevolmente rispondere con una richiesta
analoga per il motivo opposto: dove sta scritto che all'elettore è fatto divieto di restituire la
Rifiuto o restituzione con verbalizzazione delle schede: riferimenti normativi e prime indicazioni
scheda e l'impossibilità, quindi, di esigere la verbalizzazione dei motivi del gesto?
Neanche questo, appunto, sta scritto da alcuna parte.
In linea di principio, quindi, in assenza di divieti espliciti o desumibili dal combinato disposto di più norme, la presunzione sta tutta a vantaggio di ciò che non è stato in alcun modo vietato.
Ma anche laddove si riuscisse a trovare un richiamo indiretto che potrebbe far presumere
l'esistenza di un divieto, trattandosi di attività interpretativa, si dovrebbe verificare la
compatibilità di questa attività interpretativa con il complesso delle norme che,
indirettamente, potrebbero, al contrario, far dubitare dell'esistenza del divieto
indirettamente ricavato.
Nel caso specifico, c'è un indubbio interesse dell'elettore ad esercitare il proprio diritto di
voto.
Ma oltre che un diritto, l'esercizio di voto è anche un dovere civico (Art. 48 Cost.)
La prima questione che in tal senso si pone riguarda, evidentemente, la possibilità di poter
assolvere a questo dovere civico nella piena disponibilità dei diritti costituzionalmente
garantiti. E laddove il cittadino ritenga che i propri diritti siano stati in qualche modo lesi,
verificare l'esistenza o meno degli strumenti normativi, durante tutte le fasi del
procedimento elettorale, che consentano all'elettore, nell'esercizio del diritto-dovere, di
richiamare l'attenzione degli organi preposti.
Se questi strumenti non vi fossero ci sarebbe da gridare allo scandalo, ma il "caso" vuole
che ci siano. Non efficacissimi, ma neanche del tutto assenti.
 
Art. 104, comma 5, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n.
361 e successive modifiche:
Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di
allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre
anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
Ed anche:
art. 87, comma 1, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361
e successive modifiche:
“Alla Camera dei deputati è riservata la convalida della elezione dei propri
componenti. Essa pronuncia giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in
generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni elettorali o
all'Ufficio centrale durante la loro attività o posteriormente.”
 
Non solo, quindi, è per legge prevista, durante il procedimento elettorale, la possibilità per gli elettori di avanzare proteste o reclami.
A queste proteste viene dato, quanto meno sottoprofilo formale, un rilevo particolare, al punto che la Camera dei Deputati si pronuncia.
Siamo cioè di fronte ad una vera e propria attivazione di un Organo costituzionale in
conseguenza di un atto che legittimamente può essere compiuto da ogni singolo elettore.
Tornando quindi al rifiuto o alla restituzione di una o più schede elettorali, nulla osta a che
la protesta possa riguardare questioni come la legge elettorale, eventuali dubbi circa la
correttezza della scheda elettorale ricevuta, o altri motivi che in ogni caso renderebbero di
fatto inutile, nella convinzione dell'elettore, l'espressione del voto.
 
 
 
 
CAMPANIA: Cinque i candidati:
-          Stefano Caldoro (Pdl e Udc)
-          Vincenzo De Luca (Pd, Verdi e Idv)
-          Paolo Ferrero (Federazione della Sinistra)  [manca al momento un sito ufficiale]
-          Roberto Fico (Movimento Cinque Stelle)
-          Michele Antonio Giliberti (Forza Nuova)  [manca al momento un sito ufficiale]
-           Fonte: Il Messaggero
 
Un paio di programmi a confronto per “Risolvere” i problemi dei “Campani”:
 

Attualmente sembra che stiano raccontanto la stessa barzelletta:
del Gatto della Volpe e del Pollo ....
ognuno scelga il proprio ruolo ... oppure può anche scegliere di dire ...  NO!

 

                               


Oh ... si?

Cordialmente

Genius  

      
6378140.000m
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Consigli per gli acquisti


La campagna pubblicitaria ... ehm ... elettorale è iniziata,

per le nostre stade si vedono, perchè si vedono e anche in maniera "invadente",
GRANDI MANIFESTI

con faccioni di donne sorridenti, uomini pensierosi, faccie che cercano di ispirare  "fiducia" (molte no), slogan che rasentano la "banalità" con un carosello di ovvietà … e il prodotto ...

il prodotto, non si capisce bene, non è chiaro cosa vendano ...
di sicuro pensano che chi lo fa più grande (il cartellone) e ne attacca  tanti,  di
"vendersi" meglio (più cartelloni = più acquirenti).

Tra poco cominceranno i comizi nelle piazze ... ehm ... nelle televisioni, si perchè è l'unico mezzo usato per convincere di "acquistare" il proprio prodotto.

I
“Venditori”non si degnano più di andare in giro per le piazze a fare gli “abulanti” e tentare di "vendere" la loro mercanzia.
 Si nascondono dietro una telecamera ed evitano il confronto con il ... "cliente",

i prodotti sembrano tutti "buoni" basta saperli presentare,

una volta acquistato però ci si accorge dell'incauto acquisto, ma è ormai troppo tardi ...  la garanzia è già scaduta e il "Pacco" ti è rimasto sullo stomaco ... ehm ... in mano, e dovrai tenertelo per qualche anno.

Il "cliente" ha però uno strumento che può usare in piena libertà.

Il "Telecomando", con due possibili scelte: 
"ZAPPING" (cambio canale sperando di trovare di  meglio)

oppure 
"OFF" spegnere il televisore.
Una volta operata la scelta ... può “finalmente” fare tutte le altre cose di cui si lamentava sempre di non avere tempo per farle...

essere
libero di pensare ... uscendo per strada, rendendosi conto di quali sono i bisogni reali, quotidiani dei cittadini, di cosa manca, di cosa deve essere cambiato,

poi ... con
serenità ma con ... severità, verificare se le "Proposte Offerte" coincidano con i propri bisogni e aspettative, solo allora può decidere di effettuare un "acquisto condiviso"   e    "utile"    a tutti.
                                                                             




Tu, ...
Non giocare con il mio futuro!

Sei grande, non comportarti da bambino ...
non accettare caramelle dagli s...conosciuti.

 



Cordialmente
Genius            
     
 


Se provassimo solo per un

Se provassimo solo per un istante a coprire i simboli dei vari partiti sui manifesti, ci accorgeremo che le promesse (e le premesse) sono sempre uguali. Quello che colpisce è l'inconsistenza trasversale del linguaggio politico. Un'inefficacia che è supportata dall'incoerenza comportamentale del patetico carrozzone  definito "classe politica italiana"; ma non si creda che il pubblico sia facilmente raggirabile. Al contrario di quanto si pensi (e questo è uno dei primi concetti che richiamo alla mente quando lavoro ad una campagna pubblicitaria) la gente non è stupida. Se compie certe scelte lo fa perché, spesso, crede di ricavarne un tornaconto. Questa è la cosa più triste. L'agonia della società civile. Come sempre, spero di sbagliarmi e che stavolta sia quella giusta per vedere la rinascita del senso dello stato e delle istituzioni.

Come i detersivi ...

La libertà sta nello scegliere ... 

... scegliere non significa sapere quale pacco prendere ... 

la libertà di scelta è quando decidiamo di non ... prendere il ...  "pacco"


Quando acquisti detersivi ad esempio, lo fai magari perché ti è rimasto in presso uno slogan o sei rimasto affascinato dalla confezione con colori e forme accattivanti oppure dal “sorriso della commessa” e scegliamo il prodotto in base all’aspetto estetico o magari perché lo usano in tanti e presumibilmente è affidabile.

Sono tanti i marchi a vendere detersivi che promettono di eliminare qualunque “macchia” e di “pulire” i tessuti in maniera efficace.

La differenza tra un detersivo e l’altro è … il “prezzo da pagare”.

A volte capita di “cambiare detersivo” e verificare che gli effetti sui “tessuti” sono praticamente “identici”, per avere i “panni puliti” acquistare detersivi senza “Marchio noto” può dare in qualche caso anche risultati “migliori” in compenso avremo risparmiato sui “costi”.

Per cambiare ed affidarsi ad un “nuovo detersivo” è necessario cambiare “abitudini di acquisto”, provare il “nuovo” potrebbe far preoccupare sui risultati … ma pensandoci bene, di sicuro
“non farebbe più danni” dei soliti detersivi.

Con ironia (ma non tanto)
Genius  
 
  

Restiamo nella metafora del

Restiamo nella metafora del supermarket. Il punto è un altro. Nessun detersivo è gratis. Si può anche scegliere di non prendere il detersivo, questo l'acquirente lo sa bene, ma resta comunque l'esigenza di fare il bucato. Le alternative sono tante: si manda tutto in tintoria, ci si fabbrica saponi in casa, si da fuoco ai panni e se ne comprano di nuovi...Tutto questo la gente lo sa, sa di poterlo fare, allora perché non lo fa? A parte i condizionamenti di natura culturale e quant'altro, perché, sapendo che esistono mille modi di lavare i panni, si sceglie sempre lo stesso? Per abitudine d'acquisto, mi risponderai. Ok, ma da dove nasce l'abitudine d'acquisto? Dalla "convenienza" nel lavare i panni in un dato modo: per costi, fatica, rendimento e via dicendo. Un pò lo stesso meccanismo dell'introduzione delle fonti di energia rinnovabile, in un mercato dominato dall'energia prodotta da combustibili fossili.

Convenienza o Connivenza ...

Convenienza o … connivenza,
forse perché ricevono delle … “provvigioni” sulle … “vendite” innescando un meccanismo di … divulgazione nella speranza di guadagnarsi il … premio messo in palio dalla “fabbrica”.
 
Fare il "promoter" per qualunque prodotto che faccia "guadagnare qualcosa" indipendentemente dalla “bontà” del prodotto.
 
Cordialmente
 

Ma resta comunque un fatto,

Ma resta comunque un fatto, caro Genius. I panni li hanno lavati. Male, con metodi riprovevoli, sono d'accordo, ma li hanno lavati (o sporcati di detersivo, se preferisci). Almeno questo è quello che gli piace credere.
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