Nascono i paccheri di Don Diana col grano dei boss
CASERTA — I 100 volontari provenienti da tutt’Italia che in questi giorni stanno svolgendo il campo di volontariato e di studio Estate Liberi a San Cipriano D’Aversa e Castelvolturno sulle «Terre di Don Peppe Diana» saranno protagonisti giovedì alla mietitura del grano seminato a Pignataro Maggiore su terreni confiscati al clan Nuvoletta-Lubrano. Alle ore 12, l’appuntamento è sul bene di Masseria Pratilli (Strada Statale 7 Apppia), per la conferenza stampa e per la degustazione in anteprima dei paccheri di Don Peppe Diana: pasta artigianale di Gragnano, realizzata con il grano mietuto l’estate scorsa sulle stesse terre. Con quel grano sono stati prodotti circa 35mila pacchi (500 gr.) di paccheri in confezione speciale.
La prima confezione è stata consegnata ai genitori del parroco di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994. Il pacco reca la scritta «Il g(i)usto di Campania-Le terre di don Peppe Diana» e contiene paccheri artigianali fatti dai pastai di Gragnano, per sostenere la nascita della cooperativa «Le terre di don Peppe Diana».
Anche quest'anno la mietitura è organizzata dal Comune di Pignataro Maggiore, insieme a Libera e alle organizzazioni degli agricoltori casertani. L’iniziativa s'inserisce nell’ambito del progetto sostenuto dalla Fondazione per il Sud, Mozzarella della Legalità, che ha tra i suoi obiettivi quello della nascita della prima coooperativa Libera Terra in Campania. La neo cooperativa dovrà produrre la mozzarella in un caseificio di Castelvolturno, realizzato in un bene confiscato alla camorra.