Inserito da raffaele mazzella il 8 Febbraio, 2010 - 23:24
Qualche volta mi viene la voglia di pubblicare nel mio blog un articolo già apparso in altri siti o sulla stampa. Come fare se mi viene chiesto di dichiarare, tra le altre cose "... di avere il diritto di riprodurne il testo .." Voi come fate? -- Raffaele
In materia di Diritti di Autore e Copyright internazionale si può aprire una pagina ampia per la tutela e l'applicazione di sanzioni.
Semplificando, chi "scrive" ne detiene la "proprietà intellettuale" e dal momento della pubblicazione acquisisce la "tutela" del proprio diritto e chi usa il suo scritto deve essere esplicitamente autorizzato dal "proprietario”.
Gli articoli pubblicati possono essere ripubblicati con "obbligo" di citare la fonte o meglio ancora nel caso di pubblicazioni su internet, fare un collegamento ipertestuale che vada a richiamare il testo di origine.
In questo modo viene tutelato il diritto di autore, salvo indicazioni specifiche che dichiarano di non concedere la facoltà di ripubblicazione (foto, testi, slogan, ecc).
Ad esempio la
Proprietà intellettuale e bene comune
A sostegno di una disciplina giuridica dei brevetti sorgono una serie di considerazioni in particolare nel settore delle arti.
Le arti (scultura, pittura, etc.) sono considerate un fattore di crescita della società e del cittadino, cui tutti hanno diritto di accesso in base ad un diritto all'istruzione e di un diritto, da questo indipendente, alla fruizione della bellezza, quale bisogno dell'uomo, poiché la legge non deve limitarsi a garantire il soddisfacimento delle necessità primarie della persona, ma la possibilità di una sua completa realizzazione.
Altri sostengono che l'arte non è mai il prodotto di un singolo individuo, e che non è quantificabile il contributo e le influenze che qualunque artista ha avuto, anche in modo inconsapevole, da altri artisti e uomini comuni, passati e contemporanei, e il debito dell'autore nei loro confronti. In questo senso, l'opera è prodotto e proprietà di una società e di un'epoca, più che di un individuo e dei suoi eredi.
Il principio di un diritto collettivo alla fruizione della bellezza e all'apprendimento dall'arte, nelle loro opere originali sono state idee che portarono nel '700 alla nascita dei primi Musei che erano concepiti come il luogo in cui l'arte veniva valorizzata e doveva essere conservata, piuttosto che all'interno di collezioni private gelosamente custodite.
Pure per la musica, per quanto sia un'arte non "tangibile", alcune considerazioni spingono per un diritto d'accesso collettivo che può esserci solo a titolo gratuito o comunque a basso costo: il fatto che la musica è cultura e i cittadini hanno diritto d'accesso ai livelli più alti dell'istruzione, il diritto allo studio nei conservatori che richiedono spese notevoli per lo strumento e il materiale didattico musicale, la bellezza come bene comune e valore apartitico.
Ho evidenziato con un carattere e un colore diverso un testo (non sempre necessario) prelevato da altra fonte (altra proprietà intellettuale) alla fine della citazione ne ho dichiarato il legittimo proprietario (collegamento ipertestuale o link di collegamento) o comunque l’origine da cui è stato tratto, il mio testo (proprietà intellettuale) è evidenziato dal tipo di carattere, in questo caso in grassetto e in nero e alla fine è presente la firma che ne attesta il "proprietario". Ovviamente non è indispensabile utilizzare tipi di carattere o colori diversi, non è quello che ne attesta i diritti, ma è importante distinguere in qualche modo il "proprio" scritto da citazioni da altre fonti di cui NON abbiamo diritto.
Praticamente non possiamo utilizzare uno scritto da una "pubblicazione" acquisita e firmarla come se l'avessimo scritta noi.
In questo modo sono state rispettate le disposizioni vigenti (in Italia) in materia di diritti d’autore propri e altrui.
Sperando di esserti stato utile, almeno tecnicamente… sarebbe interessante incrementare la discussione entrando magari sull’aspetto legale della tutela e la sua fragile applicabilità.
Inserito da raffaele mazzella il 9 Febbraio, 2010 - 10:05
Grazie Genius. Posso ancora approfittare? Vediamo se ho capito: - mai è permesso di firmare cose d'altri col proprio nome; - linkare una pagina web è sempre possibile Ma come comportarsi, ad esempio, nel caso di articoli de Il Mattino che portano l'indicazione RIPRODUZIONE RISERVATA? O con quelli de la Repubblica che portano l'avvertimento: I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. ? E' possibile fare un "taglia e incolla"- di tutto o gran parte - anche indicando correttamente la fonte?
Confermo, non è consentito firmare testi pubblicati (e firmati) da altri.
Dove NON è espressamente indicato che ne è vietata la riproduzione può essere effettuato il link o comunque è obbligatorio citarne la fonte.
Ovviamente per rispondere all'ultimo quesito, NON è consentito riprodurre i testi anche parzialmente o le immagini presenti nella pubblicazione quando è espresso il divieto.
Il problema di tutela legale nasce proprio da questa ultima situazione, tra l'altro anche molto frequente e diffusa.
Una legge, tra l'altro non molto recente, la n° 633 del 22 aprile 1941 (altri tempi) sulla “protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”all’articolo 65 dice:
“gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata,purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato”
Genius come sempre è stato precisissimo, è tutto corretto. Aggiungo che è nello spirito del "WEB 2.0" creare dei collegamenti, riportare delle notizie di altri siti, contribuire alla divulgazione di idee, concetti, commenti e favorire la lettura degli stessi all'interno di contenitori specifici o community verticalizzate. Parlando da pubblicitario e da autore di testi letterari (ragion per cui sono anche iscritto alla SIAE), non ho difficoltà a darvi una mia opinione anche da un punto di vista pratico, giacché quello teorico è già stato egregiamente esposto. Io credo che la divulgazione di opere, immagini, testi o qualsiasi tipo di creazione tragga addirittura vantaggio dall'essere riportata fuori dal contesto in cui è stata originariamente inserita. Come dire, sono a favore della "globalizzazione della comunicazione", l'importante è però dare il giusto peso all'autore citandolo e possibilmente sottolineando la fonte da cui si è tratta la creazione e magari anche come ci si può arrivare. In questo modo si allunga la vita di una creazione, le si danno più chances e possibilità di evolversi. Diverso è il plagio, l'appropriarsi di un'idea e per di più sfruttarla a fini commerciali. Naturalmente questa ipotesi mi trova del tutto contrario, anche se, come dico sempre, "le note sono solo 7".. a tutti può capitare di avere un'idea già divulgata in precedenza. Spero sia accaduto questo nei casi in cui ho visto riprodotte alcune mie idee da marchi nazionali come ENI, Algida, Poste Italiane e HG3 (ve le allego solo per farvi sorridere, ma senza nessuna presunzione..). Qualcuno mi ha chiesto come mai non ho intentato una causa nemmeno contro uno di questi grandi marchi. La questione, che in un paio di casi potrebbe sembrare palese, non è affatto semplice. Spesso far valere il proprio "diritto di autore" o combattere quello che può assomigliare ad un "plagio" è materia costosa e dagli esiti null'affatto certi. E' paradossale ma proprio in Italia, il paese dei creativi per eccellenza, il diritto d'autore è peggio tutelato che in altri stati. Ma questa è un'altra storia..
Quando si pubblica un "idea" penso che sia necessario predisporre una parte della propria organizzazione al "monitoraggio" per "controllare eventuali abusi.
In alcuni casi, moralmente discutibili, ci sono aziende che si sono rivolte al tribunale per presunte "violazioni" sui diritti d'autore ma allo scopo esclusivo di creare una situazione eclatante e paradossale che imponga ai media di "parlarne" obbligatoriamente. Recentemente una nota casa produttrice di caffè ha intentato causa per spot pubblicitari di una azienda concorrente per l'uso "esclusivo" dell'ambientazione, il "Paradiso", nessuno ha mai pensato che il giudice potesse dare ragione al richiedente, ma il ritorno "pubblicitario gratuito", è stato notevole risparmiando dal bilancio svariati milioni di euro da destinare alla campagna pubblicitaria, infatti ne hanno parlato i telegionali nazionali, i giornali, le radio e ne hanno fatto argomento in vari programmi di approfondimento e di attualità. Quanto sarebbe costato predisporre una campagna pubblicitaria così ampia e capillare?
Inserito da raffaele mazzella il 12 Febbraio, 2010 - 15:34
Grazie a Genius e a Claude per le cose interessanti che hanno scritto.
Vorrei riportare il discorso su una questione "semplice" che potrebbe essere di interesse immediato per tutti i "concittadini". Lo faccio con un esempio: posso, nel mio blog o in questo forum, trascrivere (citando la fonte) un comunicato Ansa (ripeto, è solo un esempio) visto che l'Agenzia avverte: I contenuti del Sito non possono, pertanto, essere copiati, riprodotti, trasferiti, archiviati, pubblicati o distribuiti, in tutto o in parte, senza il preventivo consenso scritto di ANSA; è ammesso unicamente il download e la stampa di singoli estratti dei contenuti informativi per uso strettamente personale. ?
Se date una occhiata in giro (in "Partenope") vedrete che non sto ponendo una questione "accademica". Ma io può darsi stia prendendo una "cantonata"
La legge sui diritti d'autore è secondo me obsoleta e andrebbe ... rivista.
In assenza di una legge articolata che preveda tutte le possibili applicazioni "moderne" giornali, televisione, radio, telefoni, internet, ecc. si ... naviga secondo me a vista e ognuno inserisce condizioni non previste da nessuna norma.
Condivido la tua perplessità, sulla eventualità di pubblicare notizie da altre fonti senza correre il rischio di commetere involontariamente "illeciti".
Credo che servirebbe una consulenza specifica sul tema, anche perchè è un infrazione molto diffusa anche in televisione dove vengono riportati ad esempio filmati di agenzie di stampa o siti specializzati (es. yuoreporter.it) che li mettono a disposizione a titolo gratuito con unico obbligo di NON cancellare il logo, e sistematicamente i filmati vengono "zoomati" per farli passare come propri e sto parlando di telegiornali della RAI e di MEDIASET che usano "prodotti" altrui senza neanche gratificarli nel "merito".
Non ho risposto ai tui quesiti, anzi ne ho sollevati altri di ordine morale, in quanto nei casi citati esiste la "volontà" di fare volutamente un "plagio".
Sul copyleft ... a quanto ho capito è utilizzato per la distribuzione di software "liberi" che possono essere modificati o comunque usati per essere diffusi ... o implementati da tutti coloro che hanno le competenze tecniche per farlo ...ma è una materia con cui non ho dimestichezza ...
Sicuramente altri commenti potranno dare ulteriori elementi per avere una visione più ampia ... attendiamo.
O è come quelle scritte "abusive" di divieto di sosta, oppure è sostenuta da una norma. Nel primo caso...andiamo avanti così. Nel secondo caso...pensiamoci bene. Noi di Partenope siamo per la legalità. -- Raffaele
Un po di chiarezza legislativa ... non farebbe male all'argomento, in assenza di altro ci accontentiamo di ... interpretazioni fondate su applicazione della legge vigente. il Copia & Incolla è VIETATO, a meno che non si intenda invece fare un commento o un approfondimento, sempre con L'OBBLIGO di citare la fonte.
Nell’era di internet e dell’informazione libera, tale desiderio di riservatezza appare francamente anacronistico. Quello che però lascia forse più stupiti è il fatto che la legge che parla di “riproduzione riservata” è del 1941 e compirà tra poco settant’anni! Per rendere l’idea, prima che i giornali si accorgessero della sua esistenza, tra le altre cose, è scoppiata la seconda guerra mondiale, l’uomo è andato sulla luna, è caduto il muro di Berlino, ecc… L’art. 65 della legge sul diritto d’autore dispone testualmente che “gli articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati nelle riviste o giornali, possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali anche radiofonici, se la riproduzione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data e il numero di detta rivista o giornale e il nome dell'autore, se l'articolo è firmato”. La ratio legis della disposizione dell'art. 65 va ricercata nella tutela della esigenza di diffusione delle opere che costituiscono manifestazioni del pensiero allo scopo di consentire ed incoraggiare la libera circolazione delle idee, in deroga alla disciplina generale che attribuisce solo all'autore dell'opera il diritto di utilizzazione della stessa.
Tale disciplina riprende però vigore per effetto della privativa su di esse vantata dal relativo autore. Ciò significa che se leggete la scritta “riproduzione riservata”, non potete copiare l’articolo in questione e metterlo, ad esempio, sul vostro sito, magari spacciandolo per farina del vostro sacco.
Nonostante il divieto di cui abbiamo appena detto, l’art. 70 della stessa legge, richiamato nell’articolo di cui sopra, intendendo tutelare l’esercizio del diritto di critica, ammette invece il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera, purché siano dettati da scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento e non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera.
In relazione a quest’ultimo aspetto è possibile inoltre chiedersi se il singolo articolo possa costituire oggetto di utilizzazione economica. A tale domanda risponde la Suprema Corte, affermando che “per le opere collettive - nelle quali sono ricomprese riviste e giornali – (…), il diritto di utilizzazione economica spetta, salvo patto contrario, all'editore, che, assumendo il rischio della pubblicazione, ha diritto alla percezione del relativo risultato economico. Tale diritto si estende a tutta l'opera, includendone - ai fini della protezione della esclusività dello sfruttamento - ciascuna delle parti” (Cass. Civ., Sez. I, 20 settembre 2006, n. 20410, in Rivista Diritto Industriale, 2008, 1,3).
Concludendo, il “copia-incolla” è vietatoa meno che serva per poter esprimere un commento o un parere sulla stessa citazione ma, comunque, è necessario indicare sempre la fonte! Un’ultima cosa… la riproduzione di questo articolo NON è riservata!
Copyright & Diritti di Autore
Semplificando, chi "scrive" ne detiene la "proprietà intellettuale" e dal momento della pubblicazione acquisisce la "tutela" del proprio diritto e chi usa il suo scritto deve essere esplicitamente autorizzato dal "proprietario”.
Gli articoli pubblicati possono essere ripubblicati con "obbligo" di citare la fonte o meglio ancora nel caso di pubblicazioni su internet, fare un collegamento ipertestuale che vada a richiamare il testo di origine.
In questo modo viene tutelato il diritto di autore, salvo indicazioni specifiche che dichiarano di non concedere la facoltà di ripubblicazione (foto, testi, slogan, ecc).
Tratto da Wikipedia
Ovviamente non è indispensabile utilizzare tipi di carattere o colori diversi, non è quello che ne attesta i diritti, ma è importante distinguere in qualche modo il "proprio" scritto da citazioni da altre fonti di cui NON abbiamo diritto.
Praticamente non possiamo utilizzare uno scritto da una "pubblicazione" acquisita e firmarla come se l'avessimo scritta noi.
due casi
Vediamo se ho capito:
- mai è permesso di firmare cose d'altri col proprio nome;
- linkare una pagina web è sempre possibile
Ma come comportarsi, ad esempio, nel caso di articoli de Il Mattino che portano l'indicazione RIPRODUZIONE RISERVATA? O con quelli de la Repubblica che portano l'avvertimento:
I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. ?
E' possibile fare un "taglia e incolla"- di tutto o gran parte - anche indicando correttamente la fonte?
Grazie ancora
--
Raffaele
SI - NO
Confermo, non è consentito firmare testi pubblicati (e firmati) da altri.
Dove NON è espressamente indicato che ne è vietata la riproduzione può essere effettuato il link o comunque è obbligatorio citarne la fonte.
Ovviamente per rispondere all'ultimo quesito, NON è consentito riprodurre i testi anche parzialmente o le immagini presenti nella pubblicazione quando è espresso il divieto.
Il problema di tutela legale nasce proprio da questa ultima situazione, tra l'altro anche molto frequente e diffusa.
Una legge, tra l'altro non molto recente, la n° 633 del 22 aprile 1941 (altri tempi)
sulla “protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” all’articolo 65 dice:
“gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato”
Cordialmente
Genius
Diritto e rovescio d'autore
Parlando da pubblicitario e da autore di testi letterari (ragion per cui sono anche iscritto alla SIAE), non ho difficoltà a darvi una mia opinione anche da un punto di vista pratico, giacché quello teorico è già stato egregiamente esposto. Io credo che la divulgazione di opere, immagini, testi o qualsiasi tipo di creazione tragga addirittura vantaggio dall'essere riportata fuori dal contesto in cui è stata originariamente inserita. Come dire, sono a favore della "globalizzazione della comunicazione", l'importante è però dare il giusto peso all'autore citandolo e possibilmente sottolineando la fonte da cui si è tratta la creazione e magari anche come ci si può arrivare. In questo modo si allunga la vita di una creazione, le si danno più chances e possibilità di evolversi.
Diverso è il plagio, l'appropriarsi di un'idea e per di più sfruttarla a fini commerciali. Naturalmente questa ipotesi mi trova del tutto contrario, anche se, come dico sempre, "le note sono solo 7".. a tutti può capitare di avere un'idea già divulgata in precedenza. Spero sia accaduto questo nei casi in cui ho visto riprodotte alcune mie idee da marchi nazionali come ENI, Algida, Poste Italiane e HG3 (ve le allego solo per farvi sorridere, ma senza nessuna presunzione..).
Qualcuno mi ha chiesto come mai non ho intentato una causa nemmeno contro uno di questi grandi marchi. La questione, che in un paio di casi potrebbe sembrare palese, non è affatto semplice. Spesso far valere il proprio "diritto di autore" o combattere quello che può assomigliare ad un "plagio" è materia costosa e dagli esiti null'affatto certi. E' paradossale ma proprio in Italia, il paese dei creativi per eccellenza, il diritto d'autore è peggio tutelato che in altri stati. Ma questa è un'altra storia..
Cause per plagio costose ma ...
Quando si pubblica un "idea" penso che sia necessario predisporre una parte della propria organizzazione al "monitoraggio" per "controllare eventuali abusi.
In alcuni casi, moralmente discutibili, ci sono aziende che si sono rivolte al tribunale per presunte "violazioni" sui diritti d'autore
ma allo scopo esclusivo di creare una situazione eclatante e paradossale che imponga ai media di "parlarne" obbligatoriamente.
Recentemente una nota casa produttrice di caffè ha intentato causa per spot pubblicitari di una azienda concorrente per l'uso "esclusivo" dell'ambientazione, il "Paradiso", nessuno ha mai pensato che il giudice potesse dare ragione al richiedente, ma il ritorno "pubblicitario gratuito", è stato notevole risparmiando
dal bilancio svariati milioni di euro da destinare alla campagna pubblicitaria, infatti ne hanno parlato i telegionali nazionali, i giornali, le radio e ne hanno fatto argomento in vari programmi di approfondimento e di attualità. Quanto sarebbe costato predisporre una campagna pubblicitaria così ampia e capillare?
A volte è una ... strategia industriale.
Cordialmente
Genius
copyrigt e copyleft ;-)
Vorrei riportare il discorso su una questione "semplice" che potrebbe essere di interesse immediato per tutti i "concittadini".
Lo faccio con un esempio:
posso, nel mio blog o in questo forum, trascrivere (citando la fonte) un comunicato Ansa (ripeto, è solo un esempio) visto che l'Agenzia avverte:
I contenuti del Sito non possono, pertanto, essere copiati, riprodotti, trasferiti, archiviati, pubblicati o distribuiti, in tutto o in parte, senza il preventivo consenso scritto di ANSA; è ammesso unicamente il download e la stampa di singoli estratti dei contenuti informativi per uso strettamente personale. ?
Se date una occhiata in giro (in "Partenope") vedrete che non sto ponendo una questione "accademica".
Ma io può darsi stia prendendo una "cantonata"
Cordialmente
--
Raffaele
PS: personalmente sarei per...il copyleft ..ma questo è un altro discorso
http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft
dettagli legali da approfondire
La legge sui diritti d'autore è secondo me obsoleta e andrebbe ... rivista.
In assenza di una legge articolata che preveda tutte le possibili applicazioni "moderne" giornali, televisione, radio, telefoni, internet, ecc. si ... naviga secondo me a vista e ognuno inserisce condizioni non previste da nessuna norma.
Condivido la tua perplessità, sulla eventualità di pubblicare notizie da altre fonti senza correre il rischio di commetere involontariamente "illeciti".
Credo che servirebbe una consulenza specifica sul tema, anche perchè è un infrazione molto diffusa anche in televisione dove vengono riportati ad esempio filmati di agenzie di stampa o siti specializzati (es. yuoreporter.it) che li mettono a disposizione a titolo gratuito con unico obbligo di NON cancellare il logo, e sistematicamente i filmati vengono "zoomati" per farli passare come propri e sto parlando di telegiornali della RAI e di MEDIASET che usano "prodotti" altrui senza neanche gratificarli nel "merito".
Non ho risposto ai tui quesiti, anzi ne ho sollevati altri di ordine morale, in quanto nei casi citati esiste la "volontà" di fare volutamente un "plagio".
Sul copyleft ... a quanto ho capito è utilizzato per la distribuzione di software "liberi" che possono essere modificati o comunque usati per essere diffusi ... o implementati da tutti coloro che hanno le competenze tecniche per farlo ...ma è una materia con cui non ho dimestichezza ...
Sicuramente altri commenti potranno dare ulteriori elementi per avere una visione più ampia ... attendiamo.
Cordialmente
Genius
© RIPRODUZIONE RISERVATA ?
Genius scrive"La legge sui diritti d'autore è secondo me obsoleta e andrebbe ... rivista."
Non me ne intendo ma probabilmente Genius ha ragione.
Resta però il fatto che sotto molti degli articoli che vengono riproposti sul nostro giornale c'è la scritta
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
O è come quelle scritte "abusive" di divieto di sosta,
oppure è sostenuta da una norma.
Nel primo caso...andiamo avanti così.
Nel secondo caso...pensiamoci bene. Noi di Partenope siamo per la legalità.
--
Raffaele
RIPRODUZIONE RISERVATA e abusi ...
Un po di chiarezza legislativa ... non farebbe male all'argomento, in assenza di altro ci accontentiamo di ... interpretazioni fondate su applicazione della legge vigente.
il Copia & Incolla è VIETATO, a meno che non si intenda invece fare un commento o un approfondimento, sempre con L'OBBLIGO di citare la fonte.
Cordialmente
Genius
Quello che però lascia forse più stupiti è il fatto che la legge che parla di “riproduzione riservata” è del 1941 e compirà tra poco settant’anni! Per rendere l’idea, prima che i giornali si accorgessero della sua esistenza, tra le altre cose, è scoppiata la seconda guerra mondiale, l’uomo è andato sulla luna, è caduto il muro di Berlino, ecc…
L’art. 65 della legge sul diritto d’autore dispone testualmente che “gli articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati nelle riviste o giornali, possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali anche radiofonici, se la riproduzione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data e il numero di detta rivista o giornale e il nome dell'autore, se l'articolo è firmato”.
La ratio legis della disposizione dell'art. 65 va ricercata nella tutela della esigenza di diffusione delle opere che costituiscono manifestazioni del pensiero allo scopo di consentire ed incoraggiare la libera circolazione delle idee, in deroga alla disciplina generale che attribuisce solo all'autore dell'opera il diritto di utilizzazione della stessa.
Tale disciplina riprende però vigore per effetto della privativa su di esse vantata dal relativo autore. Ciò significa che se leggete la scritta “riproduzione riservata”, non potete copiare l’articolo in questione e metterlo, ad esempio, sul vostro sito, magari spacciandolo per farina del vostro sacco.
Nonostante il divieto di cui abbiamo appena detto, l’art. 70 della stessa legge, richiamato nell’articolo di cui sopra, intendendo tutelare l’esercizio del diritto di critica, ammette invece il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera, purché siano dettati da scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento e non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera.
In relazione a quest’ultimo aspetto è possibile inoltre chiedersi se il singolo articolo possa costituire oggetto di utilizzazione economica. A tale domanda risponde la Suprema Corte, affermando che “per le opere collettive - nelle quali sono ricomprese riviste e giornali – (…), il diritto di utilizzazione economica spetta, salvo patto contrario, all'editore, che, assumendo il rischio della pubblicazione, ha diritto alla percezione del relativo risultato economico. Tale diritto si estende a tutta l'opera, includendone - ai fini della protezione della esclusività dello sfruttamento - ciascuna delle parti” (Cass. Civ., Sez. I, 20 settembre 2006, n. 20410, in Rivista Diritto Industriale, 2008, 1,3).
Concludendo, il “copia-incolla” è vietato a meno che serva per poter esprimere un commento o un parere sulla stessa citazione ma, comunque, è necessario indicare sempre la fonte!
Un’ultima cosa… la riproduzione di questo articolo NON è riservata!
Link: http://www.personaedanno.it/cms/data/articoli/016949.aspx