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Manifesto

Le immagini di Napoli devastata hanno fatto il giro del mondo. Foto, documentari e servizi speciali hanno registrato l’emergenza rifiuti e le guerre tra clan. E’ questa la parte che i mass media hanno scelto per rappresentare il tutto, l’intera Napoli. Napoli è una grande campagna pubblicitaria fatta male. Gestita da classi dirigenti individualiste e lassiste e dai napoletani che non mancano di far mostra della loro furbizia e dell’arte d’arrangiarsi. La camorra fa il resto. Ma c’è un’altra parte meno caratteristica semplicemente perché più normale, che lavora, innova, produce, rispetta le regole. Una parte virtuosa che di fatto porta avanti la città.Questa parte adesso ha un nome, si chiama Partenope. L’idea per ribaltare l’immagine di Napoli dando vita ad una Città nuova viene da un pubblicitario, Claudio Agrelli, trentacinquenne, direttore creativo di Agrelli&Basta e riscuote un enorme successo sin dalla sua fondazione nel giugno del 2008 con centinaia di iscritti.Intorno al nome di Città di Partenope si sono radunati e continuano a radunarsi molti professionisti, imprenditori, giornalisti, studenti, impiegati, mamme e papà, ma anche presidenti, docenti universitari, personaggi pubblici e dello spettacolo. Più che dare vita a un’associazione, piace l’idea di rifondare una città e di tracciare linee di confine. Seduce il progetto di lasciare fuori non solo camorra e microcriminalità, ma anche volgarità e malcostume, il sottobosco di giovani sfaccendati e pronti a delinquere, i tanti che sono tolleranti e che giustificano sempre chi non rispetta le regole.Noi cittadini di Partenope intendiamo sviluppare la cultura civica, il senso della legalità e dello Stato e abbiamo l’ambizione d’incidere sulla vita cittadina attraverso iniziative concrete. Chi entra nella Città e si unisce al nostro impegno, viene iscritto di diritto nell’ “anagrafe comunale” di Partenope. Tutti gli iscritti vengono automaticamente riconosciuti non come soci ma come “cittadini”, ricevono non una tessera ma una “carta d’identità”. L’unico ma vincolante impegno per chi vi aderisce è quello di sottoscrivere e osservare il codice etico della Città. Una specie di galateo nel quale riconoscersi tutti. In questo modo vogliamo anche riconquistare regole minime di convivenza.Un esempio? “Non tradire mai un’attesa, né deludere chi ti ha dato fiducia” ma anche “se per strada hai una carta da gettare, mettila in tasca finché non incontri un cestino”.Comportamenti elementari -come si vede- che già ci appartengono, ma che la quotidianità convulsa nella quale viviamo ci porta a volte a trascurare.Nel 2009 i Partenopei diventano più di 2000, nel 2010 più di 3000, nel 2011 oltre 5000. La crescita è esponenziale e coinvolge non solo abitanti di Napoli ma anche amanti di Napoli varcando anche i confini nazionali.Attraverso il sito internet della Città www.cittadipartenope.it sono arrivati contatti da 146 paesi del mondo e più di 300.000 visite.Nell’ottobre 2008 la Città è stata invitata al Columbus Day di New York dalla Columbus Citizens Foundation cogliendo l’interesse del quotidiano statunitense America Oggi; nell’ottobre 2009 Città di Partenope viene presentata a Tokyo, ospite della rassegna “Italia in Giappone”, la rappresentazione più importante del sistema Italia nel mondo nipponico; nel 2010, Partenope è giunta in Australia con due tappe: Sidney e Adelaide.Città di Partenope, è attiva nelle scuole, all’interno di convegni e dibattiti, promuove azioni mediatiche ed un sistema di democrazia diretta per portare avanti utili proposte alle Istituzioni.La missione di responsabilità sociale portata avanti da Città di Partenope abbraccia anche il mondo delle Imprese. Infatti il Circuito Imprese Etiche partenopeo, ha la finalità di promuovere il tessuto economico campano e napoletano improntato sull’etica e sul rispetto delle regole.Grazie al suo impegno costante, Città di Partenope può essere definita più che una “Second Life”, una “Second Chance” per Napoli: un vestito messo addosso a un sentimento che esiste già nel cuore di migliaia e migliaia di persone. Per questo coinvolge, contagia, avvince.

The images of Naples have traveled around the world. Pictures, documentaries and reportages have highlighted our waste crisis and the camorra’s clan wars. This is the image that mass media have chosen to represent Naples. Naples is a badly executed advertising campaign. It is managed by an egotistical and negligent ruling class, along with those Neapolitans that never miss a chance to show off their shrewdness. The local Mafia took care of the rest. There’s another type of citizen though: a less typical one. Citizens that work, innovate and respect the rules make up the better part of the city and contribute to its advancement. This kind has now a name: Partenope. The idea to transform the image of Naples by naming Partenope its positive counterpart comes from an advertiser, Claudio Agrelli, creative director of Agrelli&Basta. Born in June 2008, Partenope has been an overnight success and immediately started counting hundreds of members identifying themselves as Partenopeans. The name Partenope continues today to gather professionals, managers, journalists, students, entrepreneurs, mothers and fathers, but also presidents and university teachers. They all like the idea of recreating a city within a city and tracing a moral border. This project aims to leave out of its borders the local mafia, vulgarity, immorality, laziness, criminality and all those over-tolerant people that have always justified not respecting the rules in some way. We the citizens of Partenope want to develop civic culture and a sense of righteousness: we have the ambition to impact on any citizen’s life through our tangible efforts and activities. Whoever wants to join our group is registered ex officio in the “Registry Office” of Partenope. All those who register are automatically identified not as members but as Citizens. They don’t receive a mere membership card: they receive an ID card. The only binding engagement for those who want to become Parthenopeans is to accept and observe the City’s Ethical Code. This way we want to reconquer common rules of living. An example? “Never fail to meet an expectation, nor disappoint somebody that trusts you” but also “If you have rubbish, keep it with you until you find a waste basket”. Elementary rules – as you can see – that we should always observe but instead ignore do to our hectic daily life. In 2009 the citizens of Partenope were more than 2000, in 2010 more than 3000, in 2011 more than 5000. The city’s growth is exponential and includes not only Neapolitans but also people that love Naples and hail from all over the world. The website www.cittadipartenope.it has been visited more than 300.000 times from more than 146 countries. In October 2008 the City was invited to the Columbus Day festivities in New York by the Columbus Citizens Foundation, and was covered by the local daily newspaper America Today; in October 2009 the City of Partenope was presented in Tokyo as a guest within the “Italy in Japan” cultural review, the most important representation of the Italian system in the Japanese world; in 2010, Parthenope arrived in two Australian cities: Sydney and Adelaide. Partenope’s City is active in schools, in debates and meetings; it supports media activities and a system of direct democracy to carry out useful proposals to institutions and social organizations. Partenope’s social responsibility mission embraces also the business world. The Partenope’s Ethic Company project has the aim to encourage Campanian and Neapolitan companies to adhere to ethical standards and respect the rules. Thanks to its continuous commitment, Partenope City can be defined not as a “Second Life” but as a “Second Chance” for Naples: a feeling that already exists in the heart of thousands ofpeople. For this reason it spreads and involves.

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